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Una telefonata al buio… Quando raccolta fondi fa rima con un pizzico di genialità

ottobre 28, 2007

Premessa: io sono di quelli che non si ricorda mai di attivare la funzione “blocco tastiera” del cellulare. Questo significa che, mediamente, almeno una volta a settimana riesco a chiamare qualcuno senza volerlo: di solito o l’ultima persona con cui ho parlato o il primo della lista contatti. La cosa a volte è seccante, soprattutto quando capita (e mi è capitato) di telefonare più volte da posti molto lontani e dove il roaming è molto, molto costoso.

Di sicuro io sono un caso patologico, ma ho l’impressione che la cosa sia abbastanza diffusa. Tanto che la Ligue Braille (l’equivalente della nostra Unione Italiana Ciechi o della spagnola Once)  ne ha tirato fuori una delle più intelliggenti campagne di raccolta fondi che mi sia capitato di vedere in questi anni.

Come funziona? Semplice, lo spiega il video qui sotto o il sito dedicato (qui il link in francese). Il meccanismo però si spiega in due parole: prendete un numero a pagamento, lo salvate sotto la voce “A blind call” come primo della vostra lista contatti e, anche senza accorgervene, parte la telefonata e, di conseguenza, la donazione.  Semplice, efficace, coerente, innovativo. Perfetto!

ps.: ovviamente non c’è bisogno di essere sbadati come me. Il numero, chi vuole, lo può fare anche volontariamente…

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