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Anoressia: Toscani, provocatore, santo o sfruttatore?

settembre 25, 2007

Ci ho pensato un po’ su. Cosa fare con le campagne di Oliviero Toscani? Considerarle pubblicità sociale? Puro sfruttamento a fini commerciali di un tema delicatissimo e sensibilissimo come quello dell’anoressia? Alla fine, visto che su questo blog sono finite anche le campagne di Diesel e di MTV mi sono detto che non era corretto chiudere un occhio o anche tutti e due… et voilà, ecco le campagne incriminate sull’anoressia con le foto di Isabelle Caro.

L’ABA, l’Associazione Bulimia e Anoressia ha protestato in maniera veemente e ancora di più hanno protestato le tante persone che nella trappola mortale dell’anoressia sono finite.

Personalmente non ho una posizione netta sulle campagne schock, anche se in genere nella mia carriera professionale le ho sempre evitate come la peste. Il rischio dell’assuefazione all’orrore c’è. E insieme a questo il rischio di dover assumere dosi sempre più massicce di sensazionalismo.  Un rischio che come professionista della comunicazione sociale non intendo correre, per motivi squisitamente etici.

Eppure in questo caso un dubbio ce l’ho e, pur non amando Toscani, sarei quasi tentato di schierarmi con lui. E’ vero che le motivazioni che portano all’anoressia (e alla bulimia) riportano a ragioni psicologiche profonde e che l’inseguimento di un ideale di perfezione estetica in questo caso è solo un sintomo… ma è innegabile che le conseguenze di questo sintomo fino a ora nessuno le aveva fatte vedere con tale battage pubblicitario… e forse valeva la pena provare, con il consenso di Isabelle Caro che così ha voluto raccontare al mondo il suo dramma.

Ovviamente è solo una riflessione, non definitiva, su un tema che mi sta molto  a cuore. Se volete, sono disposto a condividere le vostre opinioni (e scusatemi per un post insolitamente lungo per Campagne Sociali)

Anoressia Caro 1

Anoressia Caro 2

7 commenti leave one →
  1. GOBBATO MARINA permalink
    settembre 25, 2007 7:13 pm

    Grazie, grazie mille per questa foto. Sono anni che sono sottopeso ed ero ai limiti, dopo una vita ho raggiunto un peso decente ed ho cominciato ad avere le manie di essere grassa mentre tutti mi dicevano “che bene che stai così”. Ora ke ho visto questa foto dico ke avere il peso giusto è bello e sano. Essere così fa ricordare le persone rinchiuse nei lager, costretti a nn mangiare e morire di stenti. Noooooooooo è ora di dire basta. Non dico obesi ma giusti si.
    Marina

  2. settembre 26, 2007 8:36 am

    Qualcuno ha parlato di emulazione.
    Fatico a immaginare che si possa arrivare a tanto.
    Complimenti a Toscani.

  3. fatalerror07 permalink
    settembre 27, 2007 5:51 am

    Uno psicologo che cura quotidianamente le persone affette da disturbi dell’alimentazione (www.anoressiabulimia.it) dice che “il disturbo dell’immagine corporea è caratteristico di patologie quali anoressia e bulimia nervosa ed è inteso come fattore di rischio per lo sviluppo ed il mantenimento del disturbo alimentare stesso. Sembra che nei pazienti affetti da disturbo dell’immagine corporea, che si vedono cioè diversamente (più grassi, o più magri) di quanto non siano e che preferirebbero avere un corpo più magro (insoddisfazione corporea), una prolungata esposizione allo specchio possa contribuire enormemente a migliorare la qualità della vita ed a ripristinare un rapporto migliore con il proprio aspetto esteriore. Tuttavia, in alcuni casi l’eccessiva esposizione allo specchio può creare dei problemi. Un valido aiuto per capire se è il caso di rivedere il proprio rapporto con corpo, specchio e soprattutto cibo, ci viene fornito dalla valutazione dei comportamenti di check, che se vengono fatti abitualmente possono rappresentare un campanello d’allarme.”

    Tra i comportamenti di “check” che vengono effettuati dalle anoressiche troviamo (primo nella lista) quello “di confronto” con persone solitamente (ed eccessivamente) magre. Detto questo credo fermamente che la visione di un’immagine come quella creata da Oliviero Toscani possa facilmente portare ad un confronto diretto e molto pericoloso. Se poi aggiungiamo il fatto che la nuova campagna pubblicitaria si trova per strada e sui principali giornali italiani allora il confronto diventa quotidiano.
    Secondo “check” menzionato (e vi posso assicurare che è vero per esperienza personale) è quello “tattile” che prevede l’ossessiva misurazione delle proprie circonferenze corporee e la fuoriuscita delle ossa: la modella ritratta da Toscani rappresenta a chiare lettere il risultato che un’anoressica vuole raggiungere.

    QUANDO SI VUOLE RAPPRESENTARE LA REALTA’ CON UN REPORTAGE FOTOGRAFICO O GIORNALISTICO BISOGNA SEMPRE PENSARE CHE SI UTILIZZERA’ UN MEZZO DI COMUNICAZIONE DI MASSA CHE PER DEFINIZIONE VUOLE RAGGIUNGERE TUTTE LE PERSONE. Purtroppo tra la gente che passeggia per strada nascosta dai vestiti, tra i lettori dei giornali, ci sono sempre più persone che soffrono di anoressia. Persone che non sono in grado di effettuare quelle valutazioni che hanno sicuramente rassicurato Oliviero Toscani e chi – superficialmente – ha approvato ed appoggiato una campagna come questa.

    Il pericolo di emulazione è troppo alto: per chi soffre di gravi disturbi alimentari NON è STATA FOTOGRAFATA UNA MODELLA ANORESSICA, MA LA DEA ANA, colei che viene venerata…

    Chi non riesce a sopportare la visione di quel corpo abbassa lo sguardo, aumenta il passo e se ne va. Chi è nel pieno dell’anoressia potrebbe facilmente fermarsi davanti a quell’immagine e studiarne le forme per modellarsele addosso. Non è una questione di buon gusto… semplicemente di BUON SENSO e di COSCIENZA.

  4. lalbumnpo permalink
    ottobre 3, 2007 2:59 pm

    Sorry I can’t write in Italian.

    Just wanted to say that this image is, I think, preatty dangerous.
    Girls suffering from anorexia always see fat where there is not. They want to be skinny, it is what they find beautiful. Just go and see ‘pro-ana’ web sites, they all want to look like this young lady, be a skeletton.
    To me it is a very bad exemple. just some company that wants to advertise and create a buzz; which worked

  5. ottobre 11, 2007 11:20 pm

    Ho aspettato un po’ a rispondere ai commenti (sorry my french friend, i’m going to answer via mail at your comment), per far raffreddare una polemica, scaturita anche in una censura, che ha coinvolto (simpaticamente) anche il mio nucleo familiare.

    Innanzitutto, sottolineo che, come volevasi dimostrare e come da sempre capita con Toscani, ancora una volta si è partalto di più del fotografo e del tema che della marca. Chi continua a spendere i suoi soldi nelle foto di Toscani confonde la notorietà effimere dello scandalo con la seria costruzione di un’identità di marca… Lavoro duro, ma l’unico che paghi davvero.
    In secondo luogo, mi sembra che di anoressia si sia parlato come non accadeva da tempo e, almeno sui qoutidiani, il tema è stato trattato con una certa serietà. Questo non servirà alle anoressiche (ma il male colpisce anche gli uomini) ma credo possa avere effetti positivi tra chi anoressica/o non lo è ancora, come sottolinea giustamente Marina (quel corpo nudo scarno, privo di sesso e di calore può essere un modello per chi si vede un po’ troppo grassottella? Io non lo penso, anzi credo sia un ottimo deterrente).

    Cosa dire di chi anoressica/o lo è già? Ha ragione chi dice che è molto probabile che scatti un meccanismo di emulazione? Non credo, nel senso che una anoressica/o ha già un modello e, anche “grazie” alla rete, sa benissimo dove andarsi a trovare i modelli da raggiungere e i consigli per farlo. La pubblicità di Toscani non aggiunge molto di più… visto che su Internet c’è di peggio.

    In fondo è una questione di target (il che è vero anche per le pubblicità che alla fine colpiscono l’intera popolazione). Cosa serve a un’anoressica? Sapere che ha un problema (ma qui la pubblicità può poco) e sapere che c’è qualcuno che può aiutarla prima che sia troppo tardi (e qui può servire la pubblicità).

    Ma cosa serve a chi anoressico (o alcolizzato, per fare un’altro esempio) non è: forse vedere che l’ideale di perfezione (o il modello sociale del vincente) si può trasformare nel suo contrario. E allora è davvero così sbagliato il modello di comunicazione usato (seppur impropriamente) da Toscani?

    Non so… non vorrei che a forza di inseguire un modello “politicamente corretto” finissimo per non dire più niente di significativo. Detto questo, continuerò a studiare il tema e a indagarlo, perché tra i tanti che ho toccato su Campagne Sociali e uno di quelli che mi sta più a cuore.

  6. manuela permalink
    novembre 3, 2007 9:48 pm

    ormai si conosce l’estro a volte impietoso di Oliviero Toscani ha provocato altre volte lasciandoti sbigottiti verso foto incredibilmente asttiche ma che inutile dirsi fanno (eccome) mettere in mto il cervello,ci lasciano sempre un dubbio su quale sia il bene e su quale sia il male .inevitabilmente è palese che gli occhioni immensamante grandi e tristi su un corpo inerme denutrito bandiera della sua infermita(a seguito vedremo la sua intervista,dove ci spiega con le sue parole il calvario che ancora sta vivendo),Bene io questo non lo vedo come un ennesimo sfruttamento della malattia ma semplicemente un allertare tante ragazze che possono vinalmente vedere come si è senza l’orpello di un vestito firmato.Un occhio impietoso?Ben venga Oliviero senza tanti fronzoli la foto dice molto di piu’ di tanti inutili slogan…..

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