La malaria, non esiste solo quando siamo in vacanza
Sto per partire per le vacanze e visto che la destinazione scelta rientra tra quelle dove la malaria è endemica, sto per iniziare la profilassi.
Per me, come per molti altri, la malaria esiste solo d’estate, quando bisogna programmare il proprio viaggio, individuare la meta prescelta e mettere sulla bilancia i pro e i contro delle principali vaccinazioni e forme di profilassi.
Eppure la malaria (presente anche da noi in Italia fino a pochi anni fa) colpisce circa il 40% della popolazione e, secondo le stime del Multilateral Initiative on Malaria, negli ultimi anni avrebbe causato la morte di un numero variabile fra 1 e 2,7 milione di persone, soprattutto bambini. Dati impressionanti, probabilmente in forte crescita (ma per anni in pochi hanno studiato la malattia) e, come spesso capita per le malattie tropicali, con pochi fondi a disposizione della ricerca per lo studio, finalmente, di un vaccino.
Molte sono le campagne attivata dalle ONG per ricordare il dramma della malaria, che, dimenticata da tutti, rappresenta il principale killer della popolazione africana.
Tra le più attive a livello internazionale c’è ovviamente MSF, che in questo bello spot ha messo in evidenza il tragico legame tra Africa e malaria (o paludismo), la più temibile arma di distruzione di massa.
Tra le più attive organizzazioni italiani, ricordo invece il Cesvi di Bergamo che ha lanciato qualche anno fa la campagna: Angeli contro la malaria.
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